La calamita cosmica

Una delle opere d’arte più controverse nel nostro secolo, un viaggio nella mente di Gino de Dominicis per riscrivere le nostre origini…

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Sapevo che da qualche parte in Umbria era conservata quest’opera ma non ne conoscevo ne il nome ne il luogo esatto.

Come dico sempre c’è un tempo per tutto ed è così che navigando su internet sono rimasta colpita dalla fotografia di enorme scheletro all’interno di una chiesa romanica!

Dovevo saperne di più, anzi, dovevo vederlo con i miei!!

Nel giro di poche ore ero in viaggio verso Foligno, la custode di quest’opera!!

Si trova all’interno dell’ex chiesa della Santissima Trinità dell’Annunziata, oggi succursale del Ciac, il museo di arte contemporanea di Foligno.

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Mentre il museo è ben evidenziato nelle cartine o su google maps questa chiesa sembra non esistere… non viene segnalata… ho dovuto inserire l’indirizzo per poterla trovare!! Assurdo e invitante nello stesso tempo!!

Forse è il destino di questa povera chiesa essere invisibile!! Pensate che non è mai stata completata del tutto e nei vari anni è stata utilizzata come granaio, caserma, ufficio ed autorimessa della Polizia di Stato! Come se non bastasse il terremoto del ’97 la danneggiò gravemente!! La sua ora sembrava suonata…

Nel frattempo un’opera non trovava pace.

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Il suo creatore, Gino de Dominicis,  la realizzò in gran segreto nel 1988 e la espose  nel 1990 al Magazin di Grenoble. Poi scomparve per 6 anni… e al suo ritorno vagò senza sosta per il mondo (al Museo di Capodimonte a Napoli, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, in Piazza Duomo a Milano, alla Reggia di Versailles, al MAC’S Grand Hornu a Mons in Belgio e al MAXXI di Roma).

Due storie… due grandi opere … due anime gemelle che finalmente nel 2011 si incontrano e non si lasciano più!!

Infatti, grazie ai restauri a cura della Regione Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, la chiesa tornò al suo antico splendore e il 9 aprile 2011 incontrò la sua nuova partner, la  “Calamita Cosmica”.

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E’ assurdo come un’opera completamente pagana si trovi così a suo agio all’interno di un edificio religioso… è come se fossero state create l’una per l’altra!!

Ma cosa rappresenta questa calamita cosmica?

Disteso in posizione supina troviamo uno scheletro di 24 m anatomicamente identico a quello umano tranne per un dettaglio, il suo naso che assomiglia più ad un becco.

Ne deduciamo che è un essere sovrannaturale; dalla sua falange parte la calamita cosmica, una lunga asta dorata che punta verso l’Universo e tenta di attirarlo a sè.

Ho tentato invano di cercare una spiegazione a quest’opera che mi soddisfacesse ma non l’ho trovata. Così ho cercato di capire chi era Gino de Dominicis ed ho trovato la MIA risposta che non deve necessariamente coincidere con quella dell’autore ne  di nessuno altro. Purtroppo quello che Gino voleva dirci non lo sapremo mai!!

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Era “ossessionato” da tematiche riguardanti l’immortalità, la creazione, la gravità,  la nascita dell’universo, il significato della materia e dell’esistenza delle cose; inoltre era profondamente legato alla civiltà Sumera ed era un sostenitore della teoria sull’esistenza del pianeta degli dei.

Come sapete amo molto la storia e soprattutto i misteri legati ad essa, è per questo che conosco bene questa teoria (e tutte le altre) che mi ha aiutata a dare la mia interpretazione dell’opera!!

Foligno (24).JPGQuesta teoria afferma che il salto evolutivo tra l’uomo di Neanderthal e l’uomo Sapiens non sia dovuto allo scorrere del tempo ma dalla contaminazione con una specie aliena, proveniente da un altro pianeta. Alcuni studiosi sono convinti che se l’evoluzione umana non avesse compiuto questo grande balzo in avanti oggi saremmo ancora alle prime civiltà!

A conferma di ciò oltre che alcuni riferimenti provenienti dalle civiltà più antiche, c’è la Bibbia stessa, che ci narra che i Nefilim, i giganti, vivevano sulla Terra! Li chiama anche “figli di Dio” e afferma che questi nefilim si unirono alle figlie degli uomini generando “gli eroi dell’antichità, uomini famosi”…

La parola nefilim però in ebraico significa “cadere”!

Forse gli uomini di quel tempo li hanno visti arrivare dal cielo?? Dal “pianeta degli dei”?(P.S. Sapete che è stato trovato un nuovo pianeta nel sistema solare?)

Da sempre ci interroghiamo su come gli antichi siano riusciti a costruire le piramidi, i templi Maya o ad avere conoscenze così ampie di fisica e astronomia.. forse non erano così evoluti quanto crediamo, forse qualcuno ci ha messo lo zampino… qualcuno che viveva sulla Terra nel 10500 a.C., che poi se n’è andato… lasciandoci un grandissimo bagaglio di conoscenze!! Forse puntano sempre un occhio su di noi!!

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L’astronauta – Palenque

Non so se conoscete o no la storia della regina dimenticata Hatshepsut ( vi consiglio di leggerla). Più che di lei voglio raccontarvi la storia del suo architetto (probabilmente amante) Senenmut. Un uomo dalle conoscenze incredibili che tra le altre cose si auto costruì un mausoleo in cui poi non fu mai sepolto. Per molti, i disegni riprodotti sul soffitto della sua tomba sono un indizio a favore del pianeta degli dei.

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Soffitto della tomba di Senenmut

Sulla volta è rappresentata una sessione della volta celeste del 10450 a.C (lui viveva nel 1400a.C.) con al centro la cintura di Orione. La costellazione di Orione (il gigante cacciatore famoso nella mitologia greco – latina) è riconoscibile dalle 3 stelle allineate che formano propria la cintura dell’eroe. Ogni civiltà antica è legata a questa costellazione, soprattutto i Sumeri in cui vi riconoscevano la figura del loro eroe Gilgamesh (molto amato da De Dominicis). Torniamo agli egizi.

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Costellazione di Orione

La particolarità di questa raffigurazione è il simbolo che Senenmut ha disegnato intorno alle tre stelle: tre orbite a goccia. Nei geroglifici egizi non compare questo simbolo ma nella cultura mesopotamica si ed ha un significato ben preciso : vita /acqua.

In una sua iscrizione si legge: “Avendo percorso tutti gli scritti dei saggi, non ignoro nulla di quel che è successo a partire dal primo giorno”, egli aveva accesso ad una delle biblioteche segrete di Karnak . Ricordate prima vi ho scritto “la regina dimenticata”, questo perchè sia lei che l’architetto furono condannati al “damnatio memoriae” e ogni cosa che li rappresentasse fu distrutta.

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Tempio di Hatshepsut

Perché? Solo perchè (forse) erano amanti? No, Senenmut aveva “spifferato” i segreti di cui era a conoscenza alla regina e per questo furono puniti entrambi. Egli ha comunque lasciato i suoi segreti  a noi INCIDENDOLI su pietra ma purtroppo la nostra mentalità non è cambiata, infatti, la tomba è tenuta segreta e non è visitabile. Pochi ne conoscono l’esistenza!

Probabilmente non sapremo mai la verità sulle nostre origini ma mi sento di dire che De Dominicis abbia voluto rappresentare la certezza che i “giganti” siano stati qui (tra l’altro sono stati trovati veramente degli scheletri umani di circa 3 metri) e il legame (la “calamita cosmica”) che questo essere ma allo stesso tempo anche noi abbiamo con il suo lontanissimo pianeta…

Foligno (19).JPG

Sta a voi scegliere se riconnetterci oppure no! 😉

Silvia♥

 

 

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4 thoughts on “La calamita cosmica

  1. Bellissimo articolo! Molto intrigante 😉 per rimanere in tema c’è un libro di fantascienza che cerca di rispondere ai nostri stessi dubbi. Ma la teoria che ci propone è diversa: si tratta di una super-civiltà esistita prima della nostra che ha lasciato pochissime tracce della sua esistenza a causa di un disastro atomico. Le poche tracce lasciate sono proprio queste conoscenze fisiche e astronomiche! Si chiama “La notte dei tempi” l’autore è René Barjavel…te lo consiglio!

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