Lago D’Iseo: Floating Piers e non solo

Nella Val Camonica ad un passo dalle Alpi c’è un piccolo lago che non avevo ancora scoperto: il lago d’Iseo!! Per fortuna un grande artista ha ridato il giusto valore a questo gioiello d’Italia facendoci camminare sopra le acque e molto molto di più ….

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Alzi la mano chi di voi non ha mai sentito parlare di Floating Piers, il fenomeno dell’estate 2016? Eh si, perchè la passerella galleggiante sul lago d’Iseo è stata un vero e proprio successo e mi ha permesso di conoscere un angolo d’Italia di cui ero all’oscuro!!

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Floating Piers

Il Lago d’Iseo si trova nelle Prealpi tra le province di Bergamo e Brescia e somiglia molto al suo vicino, il lago di Garda! E’ circondato da montagne e l’aria che si respira è buona, pulita, salutare e molto molto rilassante!!

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Lago D’Iseo

Ma torniamo al motivo per cui siamo venuti: camminare sull’acqua!!

Il Floating Piers, letteralmente “pontili galleggianti” (chissà che sembrava questo nomone inglese! Ahahah!!) è l’ultima opera dell’artista Christo Vladimirov Yavachev! Conosciamo meglio quest’uomo!!

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Christo e una bozza del Floating Piers

Nasce in Bulgaria nel 1935 (ha 81 anni!!) e nel 1958 si trasferisce a Parigi dove si guadagna da vivere facendo ritratti ed impacchettando oggetti ( sempre come forma d’arte)!!  Qui, nello stesso anno conosce colei che sarà la sua compagna per la vita (sono nati anche lo stesso giorno ♥ !!) Jeanne -Claude Denat de Guillebon! Da quel giorno inizia la loro collaborazione artistica sotto il nome Christo !!

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Christo e Jeanne -Claude

La forma d’arte che propongono si chiama Land Art, l’arte della terra, ovvero agire e modificare il paesaggio che ci circonda per risaltatene l’importanza o anche per protesta, ne è un esempio la loro prima opera: un cumulo di barili vuoti ammassati in una strada di Parigi per impedire il passaggio metafora del muro di Berlino!!

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Muro di Barili d?olio – 1961

Quello che Christo ci suscita imballando i monumenti  è un sentimento di smarrimento e di angoscia, mi spiego meglio …

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Christo and Jeanne-Claude: The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85

Chi vive a Roma sa che il Colosseo è lì, bello e imponente, e per abitudine neanche lo nota più … ma cosa succede se un giorno il Colosseo non fosse al suo posto? Ecco, è questo che Christo vuole trasmetterci …. invece di nasconderlo … lo esalta perchè non vedi l’ora che quel telo venga tolto!!

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Wrapped Coast 1968-69

Ah, dimenticavo di dirvi che tutti i materiali utilizzati dall’artista sono riciclabili!!

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Ma torniamo al Floating Piers, pensate che Christo e Jeanne – Claude hanno ideato questo progetto nel 1970 ma fino al 2014 non hanno trovato ne il luogo giusto ne le autorizzazioni necessarie per dar vita al progetto! Alla fine però ce l’hanno fatta… l’Italia gli ha permesso di realizzare questo sogno che non li ha mai abbandonati (anche se Jeanne Claude non ha potuto vederlo realizzato perchè è morta nel 2009) !

Una passeggiata di 3 km da Sulzano a Mont’Isola (l’isola lacustre più grande d’Italia) camminando a pelo d’acqua! E che ci vuole a realizzarla?

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“The Floating Piers” visto dall’alto

200.000 cubi in politene uniti tra loro a formare un pontile galleggiante, 200 ancore da 5 tonnellate e 70.000 metri quadri di tessuto giallo !!

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Costruzione del Floating Piers

Tutto questo è stato finanziato da Christo stesso vendendo alcune delle sue opere e dei suoi progetti… nessun biglietto d’ingresso, nessun volontario, nessuno sponsor e nessun ricavo dalla vendita di libri o souvenir così da non avere vincoli e creare la opera così come l’ha immaginata!! Tanto di cappello!!

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Christo e la sua opera

Ed eccoci qua nel penultimo giorno di “esposizione” (dal 18 Giugno al 3 Luglio) curiosi di vedere e provare questa forma d’arte!! Ma non è così semplice!!

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Manifesto Floating Piers

Non si può raggiungere Sulzano ne in auto ne in bus (io sono andata con una gita organizzata nella speranza di avere un ingresso prioritario) quindi bisogna parcheggiare e prendere la navetta

Peccato che c’è solo una navetta, una fila di 2 ore per prenderla, circa 14000 mila persone in fila all’installazione ed una tempesta in arrivo… non si mette per niente bene per noi e rischiamo di non vedere l’opera!

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Coda per il Floating Piers

Dopo circa mezz’ora di attesa ci avvertono che il Floating Piers è chiuso per maltempo … Oh no, non arriverà mica la Sarneghera? Non saremo mica così sfortunati!

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Sarneghera – tempesta sul lago D’Iseo

Una leggenda narra della storia di una ragazza di Montisola che affranta dalla scelta di suo padre di darla in sposa ad un nobile che non amava, andava ogni giorno a piangere sulle sponde si Sensole. Un giorno cadde in acque e un pescatore di Sarnico la salvò, si innamorano ma quando il padre li scoprì li fece rinchiudere entrambi. Il giorno del matrimonio con il nobile della Franciacorta, il padre della ragazza fece annegare il pescatore…scoperto il delitto del suo amato decise di annegare anche lei… Così ogni volta che i due si cercano per abbracciarsi sul fondo del lago… il cielo piange e scatena una grande tempesta per ricordare l’amore dei due giovani…

Viste le condizioni sfavorevoli decidiamo di rimandare la visita e di proseguire per la seconda tappa prevista: le Piramidi di Zone!

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Piramidi di Zone

Io alla parola piramidi salto già in aria (amo l’Egitto con tutta me stessa) ma in questo caso non sono un opera dell’uomo ma uno straordinario esempio di quello che la natura è in grado di creare!!

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Vista sul lago

Saliamo di quota e ci ritroviamo immersi tra le montagne, i boschi e le vallate verdi… siamo a Zone e quel che ci aspetta ha dell’incredibile!! Per raggiungerle dobbiamo seguire un percorso un po’ impervio abbastanza scosceso, mi raccomando attenzione a dove mettete i piedi fino a raggiungere una piccola terrazza naturale e voilà, le piramidi di zone!!

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Queste particolarissime formazioni rocciose sono la testimonianza che un ghiacciaio ricopriva tutta la valle. Di fatti, questo, sciogliendosi ha modellato la roccia facendola assomigliare alla guglia di una chiesa gotica con un cappello in testa 🙂 !!

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Le guglie sono alte anche 30 metri sormontate da una grande e rotonda roccia che si appoggia a loro come se fosse una piuma.. incredibile!! Non avevo mai visto niente del genere,sono rimasta basita per lo stupore !

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Questo “cappello” è fondamentale per la piramide perchè se dovesse perderlo soccomberebbe all’erosione dell’acqua fino a scomparire! Non è fantastica la natura?

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Ritorniamo al nostro bus… dobbiamo escogitare una strategia per raggiungere il Floating Piers!!

Scopriamo che dal paesello di Pisogne partono dei traghetti per Mont’Isola!! Strategia perfetta … magari non ci ha pensato ne-s-s-u-n-o…. ok, il traghetto andava prenotato… non c’è posto per noi …

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Pisogne

Che rabbia…. siamo ad un soffio dal Floating Piers e ancora non siamo riusciti a vederlo… e la nostra guida sembra che non ne abbia neanche voglia perchè ci propone un giro per Pisogne (che è davvero molto carino) e per Lovere ( belli il lungolago e la piazzetta con la torre dell’orologio e la fontana) che amaramente dobbiamo accettare!!

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Lovere

Arriviamo delusi in albergo ma non ci perdiamo d’animo, abbiamo ancora un altro giorno a disposizione!!

Ce la faranno i nostri eroi ad ammirare il Floating Piers??

FINE PRIMA PARTE

LAGO D’ISEO: FLOATING PIERS E NON SOLO

PARTE 2

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