Benvenuti a Chichén Itzá

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Dopo una giornata di relax nel Mar Caraibico è il momento di andare alla scoperta di una delle sette meraviglie del Mondo moderno: Chichén Itzá!! 

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L’immagine che ci viene in mente quando parliamo di Chichén Itzá è sicuramente quella della piramide di Kukulkan… ma Chichén Itzá è molto altro: è un sito archeologico grandissimo che comprende numerosi edifici e uno dei più grandi e meglio consKarta_ChichenItzaervati campi del “gioco della pelota”, di cui parlerò dopo.      Abbiamo fatto questa escursione con il villaggio ed è stato divertentissimo soprattutto grazie alla simpatia della mitica Elsa, la nostra guida che credo non dimenticherò mai! 🙂

Piccola premessa: purtroppo le principali fonti di informazioni sulla civiltà Maya furono distrutte in massa dai sacerIMG_4645doti e dai conquistadores che le ritennero sacrileghe in quanto veneravano un “dio serpente” per loro simbolo del male. Perciò tutte le conoscenze che abbiamo su di loro sono incerte.

Arrivati al sito è il momento di un brindisi e una piccola lezione sui numeri Maya.

Al coro di ” Arriba, Abaco, Al Centro, Movimiento e Todo Dentro” ci scoliamo un ottimo shortino di Xtabentun, un  liquore simile alla sambuca  addolcito dal miele  dell’ ape maya (e si, esiste davvero!).

IMG_4661Siamo ora pronti ad addentrarci nell’antica Chichén Itzá, tutti curiosi di vedere El Castillo (Piramide di Kukulkan).

Il percorso prima di raggiungere il centro religioso e politico della città è attraverso una piccola giungla dove però non mancano bancarelle di souvenir!

Dopo una breve passeggiata raggiungiamo “la sala delle mille colonne”.

Sinceramente non le ho contate ma vi assicuro che erano perfettamente allineate tra loro e se ti mettevi di fronte ad una, tutte le altre sembravano scomparire, molto suggestivo!

IMG_4674IMG_4677Pochi passi più avanti.. eccola… perfetta…la piramide….

Nel bel mezzo di un prato gigantesco e curatissimo c’è lei..la piramide di Kukulkan !

Impossibile non restare a bocca aperta, è così bella che sembra che non sia passato un giorno dalla sua costruzione.

Questa “montagna di pietra”, è un gigantesco calendario: le 4 scale, con 90 gradini ciascuna, rappresentano 360 giorni; gli ultimi 4 e la piattaforma superiore della piramide, i 5 giorni nefasti.

Nel giorno dell’equinozio di primavera il serpente piumato(Kukulkan) scende dalla piramide per fertilizzare la terra: infatti la disposizione della piramide è tale che l’ombra del sole sui gradini crea l’immagine di un serpente che dall’alto della piramide scende fino a terra.IMG_4721

Inoltre ,sembra che i Maya abbiano costruito questa piramide in maniera tale che quando si battono le mani emette il suono del quetzal, famoso uccello a loro sacro (provato e funziona;) ).

Subito dopo si giunge al gioco della pelota.

Il gioco della pelota era un momento molto importante della vita dei Maya, alla partita erano anche legati sacrifici umani.

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Il gioco era associato al culto del Sole che doveva rinascere ogni giorno abbandonando il mondo delle tenebre: il campo da gioco  rappresentava la Terra, mentre la palla simboleggiava il Sole.

Ci sono due teorie su chi veniva sacrificato: alcuni dicono che era il capitano della squadra vincente poiché era il più forte e gli dei non amano i perdenti mentre altri che era il giocatore che lasciava cadere la palla poiché aveva impedito al Sole di rinascere.

IMG_4766La palla, in caucciù e pesante diversi chili, doveva toccare uno degli anelli per dare dei punti, mentre se si riusciva ad attraversare l’anello, impresa non facile,  la partita era immediatamente vinta.

La palla poteva essere toccata con le ginocchia, i fianchi e la spalla.

La paura dei Maya era che il sole non sorgesse, per cui molti dei sacrifici erano destinati appunto al sole anche se non tutte le città-stato praticavano questi riti,  alcune praticavano il salasso: il sacerdote doveva quindi forarsi alcune parti del corpo ed  offrire il proprio sangue agli dei.

Ultima tappa del sito “El Caracol”, l’osservatorio astronomico. I Maya determinavano il momento dei solstizi per mezzo delle ombre proiettate dal sole all’interno della struttura.                                                                                                                         Ai margini di El Caracol sono poste delle ampie coppe di pietra che venivano riempite d’acqua, l’osservazione delle stelle che vi si riflettevano aiutava gli astronomi Maya a determinare il loro complesso, ma estremamente preciso calendario.

Finita la visita abbiamo gustato un pranzo tipico con burritos, quesadillas e cerveza  a suon di musica e ballerine.

Per non farci mancare nulla ci siamo dedicati allo shopping nella vicina Valladolid, una vera chicca.

E dopo una giornata così, chi avrebbe mai pensato che la penisola dello Yucatan aveva ancora tanto da offrirci?!

Stay Tuned!!9941638-171454765_1-s4-v1

Silvia ♥

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PROSSIMA TAPPA: RIO LAGARTOS – EK BALAM

BEST 10 YUCATAN

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9 thoughts on “Benvenuti a Chichén Itzá

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